
Fatta una spartana colazione (abbiamo evitato di prendere delle insolite brioche OGM) riprendiamo il cammino nella fitta nebbia.
Preoccupati per ciò che la sorte ci aveva riservato la notte precedente, chiediamo "l'aiuto da casa" per la ricerca di un degno alloggio.
Che sarebbe stata una giornata fortunata l'avevamo intuito Sin dalle prime ore del mattino quando ci siamo ritrovati a zampettare su mulattiere sulle quali mandrie di mucche erano già passate lasciando segni evidenti.
Ormai pregni dello spirito pellegrino, nonostante la giornata di festa, per il pranzo ci siamo limitati ad un panino con jamon serrano.

Così, sicuri delle nostre forze, alla deviazione, decidiamo di "allungare" (6,5 km) per il monastero di Samos

Il percorso, sebbene in ombra, è parso da subito molto impegnativo con salite e discese continue. Sebbene stanchi e provati siamo stati costretti a proseguire senza soste per raggiungere Samos e l'ostelliere che ci attendeva per le 16.30.
proprio all'arrivo a Samos

la provvidenza si è manifestata.
Mentre il pellegrino chiamava l'ostelliere al telefono con un ormai fluente spagnolo per cercare di capire quanti km mancavano alla casa rural, all'espressione "non capisco niente metto giù" si avvicina una macchina chiedendo: "siete voi por casa de Diaz?". Questa è la provvidenza: e 1!!
Visto il percorso in auto sicuramente non saremmo mai arrivati alla meta con le nostre gambette!!
Scesi dalla macchia non potevamo credere ai nostri occhi


anche la piscina rigenerante che la pellegrina aveva tanto agognato durante il torrido cammino - e 2!!
Dopo la messa del pellegrino, dove abbiamo incontrato i nostri amici di Como (in viaggio verso la tomba di san Biagio?!?), US con lo sherpa dai piedi sanguinanti, la francese che aveva riconquistato la libertà e l'asciugone spagnolo (senza Antonio), affrontiamo la cena a base di pesce prenotataci da Olga: e 3.
Soddisfando la curiosità dei nostri lettori ecco il menù:



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