

La mattina scorre in scioltezza e prima delle 12 raggiungiamo Portomarin



dove ci riserviamo il lusso anche di un pó di shopping!Cappello nuovo ma nulla a che vedere con quello elbano (sono curiosa di vedere se qualcuno lo indossa a Santiago).
Dopo aver macinato ancora qualche km


ci fermiamo per una meritata sosta pranzo, dove di nuovo (ma questa volta in tavoli separati) incontriamo l'italiano e la slovena.
Quando ci siamo accorti che la nostra pausa solarium stava irritando gli altri pellegrini abbiamo forzatamente ripreso il cammino e, forse accecati dal sole, abbiamo preso il sentiero sbagliato.
Dopo un paio di km e dopo aver dato sbagliate indicazioni anche ad altri pellegrini siamo ritornati sul cammino e raggiunto così il punto dove il nostro ostelliere ci avrebbe recuperato.
Sulla via del ritorno il gentile ostelliere ci ha portato a visitare un "Castro" vecchio di 5000 anni e nascosto ai più.
Ritorniamo poi a casa ( ormai la sentiamo tale) e la serata ci riserva un dopocena come operatori turistici: l'ostelliere ha infatti in programma un viaggio in Italia a settembre.
Prima di accasciarci chiediamo all'ostelliere se la mattina seguente ci avrebbe accompagnato per le 7. Quando vediamo lo sconforto sul suo viso, accompagnato da una smorfia di dolore, decidiamo di prorogare alle 7.15.
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